mercoledì 27 marzo 2013

Sotto il sole
















ECCLESIASTE (QOELET)


4, 4-6.

Traduzione C.E.I.

Ho osservato anche che ogni fatica e tutta l'abilità messe in un lavoro non hanno che invidia dell'uno con l'altro. Anche questo è vanità e un seguire il vento.
Lo stolto incrocia le braccia
e divora la sua carne.
Meglio una manciata con riposo
che due manciate con fatica.

Traduzione Società biblica di Ginevra

Ho anche visto che ogni fatica e ogni buona riuscita nel lavoro provocano invidia dell'uno contro l'altro. Anche questa è vanità, un correre dietro al vento. Lo stolto incrocia le braccia e divora la sua carne. Vale più una mano piena, con riposo, che entrambe le mani piene, con travaglio e corsa dietro al vento.


9, 11-12

Traduzione Società biblica di Ginevra

Io mi sono rimesso a considerare che, sotto il sole, per correre non basta essere agili, né basta per combattere essere valorosi, né essere saggi per avere del pane, né essere intelligenti per avere delle ricchezze, né essere abili per ottenere favore; perché tutti dipendono dal tempo e dalle circostanze. L'uomo infatti non conosce la sua ora; come i pesci che sono presi nella rete fatale e come gli uccelli che sono colti nel laccio, così i figli degli uomini sono presi nel laccio al tempo dell'avversità, quando essa piomba su di loro improvvisa


versione C.E.I.

Ho visto anche sotto il sole che non è degli agili la corsa, né dei forti la guerra e neppure dei sapienti il pane e degli accorti la ricchezza e nemmeno degli intelligenti il favore, perché il tempo e il caso raggiungono tutti. Infatti l'uomo non conosce neppure la sua ora: simile ai pesci che sono presi dalla rete fatale e agli uccelli presi al laccio, l'uomo è sorpreso dalla sventura che improvvisa si abbatte su di lui.




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