giovedì 27 giugno 2013

"Triestini" da lèggere

Veit Heinichen, in "Libramente, voci e volti degli autori":
RSI.ch

LE LUNGHE OMBRE
DELLA MORTE

di
Veit Heinichen
e/o - 2006

Traduzione di Valentina Tortelli






Il commissario Laurenti sta a Trieste come Montalbano sta a Vigata in provincia di Montelusa (entrambe le località sono immaginarie) e la Cantini sta a Bologna.
Laurenti non è triestino-triestino, lui viene dal sud, da Salerno, ma a Trieste ci vive bene.
Tutti i racconti di Veit Heinichen sono ambientati in questa città dove tra l'altro vive.
Quindi un altro triestino da leggere!
Io che non mi lascio molto attrarre dai gialli e simili, questo l'ho letto proprio perché l'autore vive a Trieste e le vicende del romanzo raccontano la città, quella attuale e quella degli anni dopo la seconda guerra mondiale (anni che a Trieste furono molto singolari).
In questo romanzo fatti relativi a quel passato particolare si ripresentano e s'intrecciano a vicende attuali.

Altri personaggi interessanti intorno il commissario rendono vivace e divertente il romanzo, tra questi Branka, la nonsisabenecosa, che (affilata come una motosega e a cavallo della sua moto) lavora per un pezzaccio pericoloso e potente ubicato nell'altro lato della frontiera;
Pina, l'agente di polizia appena arrivata dalla Calabria, che Laurenti definisce subito "Braccina di ferro" per via della sua bassa statura ma con grandi muscoli; Galvano, un vecchio medico legale in pensione ma non volentieri; Irina, la sordomuta dell'Ucraina, finita in un'organizzazione che a suon di legnate e sevizie la costringe ad "elemosinare", dando in cambio dei pupazzetti, appoggiandoli con un biglietto sui tavoli dei bar sotto il naso degli avventori; e Marco, il figlio del commissario, attivista ambientalista, quasi cuoco patentato.
Di questo e degli altri romanzi di Heinichen si sono fatti dei film in Germania, i quali arriveranno  prima o poi anche in Italia.
Veit Heinichen è inoltre autore di un libro di cucina, scritto con Ami Scabar, (la signora di uno dei migliori ristoranti triestini): TRIESTE - LA CITTA' DEI VENTI (e/o, 2010). Date un'occhiata al ristorante, Scabar.it e al libro di ricette-storia-cultura gastronomica.


"Oltre novanta etnie avevano esercitato il loro influsso su quella città e sulla sua cucina. Non si poteva semplicemente mescolare tutto alla rinfusa. Solo sapendo da dove provenivano le molte vie del gusto era possibile arricchire la tradizione con la creatività. Quelle signore non avevano la più pallida idea di cosa Marco stesse dicendo e seguivano le sue spiegazioni a occhi sgranati. Lo zafferano viene dall'Italia meridionale, le lenticchie migliori dalle Isole Eolie, sardine e seppie dal golfo di Trieste, mandorle e acqua di rose dai paesi arabi, lo stoccafisso l'avevano portato un tempo gli immigrati spagnoli e portoghesi, i migliori scampi erano forniti dai pescatori dell'isola adriatica di Cherso, alcune spezie provenivano dall'oriente, altre dalla Provenza, il cren dalla cucina austroungarica. Marco sfoggiava il suo sapere come uno scolaro modello, ciononostante gli dava fastidio il comportamento del padre che quasi traboccava di orgoglio e non la finiva più di lodare le sue abilità in cucina."




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