martedì 9 luglio 2013

Tre di Novella Cantarutti

Novella Cantarutti (1920 Spilimbergo - Udine 2009).
 Foto di/in: Danilo De Marco.it

















Da
SCAIS (Scaglie)
di Novella Cantarutti
Tarantola - Tavoschi Editore, 1968

Liriche scritte tra il 1953 e il 1967,  nella parlata di Navarons, il villaggio di sua madre nelle Prealpi Carniche. Novella Cantarutti cominciò a scrivere in friulano nel 1945 e condivise le idee innovative della Academiuta di lenga furlana fondata da Pier Paolo Pasolini. Come scrive Diego Valeri nella postfazione: Novella "suona" stupendamente il suo dialetto, come un pianoforte di marca, e senz'ombra di virtuosismi e di civetterie.
La traduzione in italiano è letterale.


Al era il mâr

Al era il mâr
e i cocài
tal céil perlìn
a svualâ sturnîz,
come peràvali'  blancj'.
E jo j' eri sul mâr
a bevi 'na vóngala
spetàda inmò
da dut il timp vivût


C'era il mare
C'era il mare e i gabbiani nel cielo pallido, a volare storditi,
come parole bianche. E io ero sul mare ad accogliere un'onda
attesa da tutto il tempo vissuto.


Scais

Par simitèris
dilúnc la strada di Cjargna,
ai gno' amìgus
la cjera
ai mèna sul cóur.
I gno' amigus
a' son cjèra
e memoria,
scàis cjaldi' di lûs
tal mâr di Diu


Scaglie
Per cimiteri lungo la strada di Carnia, ai miei amici
la terra germina nel cuore. I miei amici sono terra
e memoria, scaglie calde di luce nel mare di Dio.



Not alta

'A era nót alta
come un paradis,
e i nestri' pas
un navigâ lizéir
sora un barlúm di gjónda
arcât a scûr.
Nô! Làris dal vivi
cu li' mans rassádi'.


Notte alta
Era notte alta come un paradiso, e i nostri passi un navigare
leggero sopra un lampo di gioia carpito al buio. Noi!
Ladri del vivere con le mani raschiate.





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