giovedì 29 agosto 2013

Da un momento all'altro


UN CASO CLINICO
di Dino Buzzati
Commedia in 2 tempi e 13 quadri
Mondadori - 1953



Il signor Corte è un industriale indaffarato che da qualche tempo sente la voce di una donna cantare in lontananza, per strada, fuori dalla finestra, nell'altra stanza: "una sirena" che lo infastidisce. A volte anche gli altri la sentono. Sua madre addirittura la vede, negli angoli e negli armadi di casa!
Ma evidentemente sua madre è una svanita anziana signora e lui è affetto da "melanomiasterionecroma" secondo il geniale professore Schroeder.
Al signor Corte verrà detto che occorreranno soltanto pochi giorni per un semplice controllo, e verrà ricoverato nella clinica gestita da Schroeder: un edificio a sei piani i cui piani bassi sono riservati ai pazienti gravi.

In clinica ogni giorno il personale e la famiglia troveranno una buona scusa per giustificare la sua permanenza in ospedale e anche per fargli accettare con poche proteste il suo scendere gradualmente dal sesto al primo piano. Il signor Corte ogni volta crederà un pò meno alle menzogne, e una conversazione con un altro paziente aggiunta alla confidenza di un'infermiera gli apriranno definitivamente gli occhi sulla propria sorte.

Dal primo piano al pianterreno (cioè la morte) saranno la madre e un amico medico ad accompagnarlo (ma forse è soltanto un'allucinazione del paziente stesso, che vede la madre e l'amico venuti con fare cospiratorio a prenderlo per portarlo di nascosto a casa). Chissà.

Una banalità innocua diventa l'inizio della fine. La voce femminile che ci accoglie nel nostro venire al mondo ci accompagna anche nella morte. Nessuna bugia inganna totalmente il paziente:


Dal Quadro XI

[...]

MALATO
Quelli là fuori cosa fanno! Avrà avuto occasione di osservarli. Che cos'hanno? Perché corrono? Che smania li ha presi? Vogliono far carriera, vogliono guadagnare, guadagnare, no? E' questo che vogliono?

CORTE
Con una certa aria di superiorità.
Più o meno... è quello che tutti preferiscono.

MALATO
E dica, vanno in giro in macchina, no? E fumano no? Sigarette americane? le fumano ancora le sigarette americane?

CORTE
C'è parecchi certo, che le fumano.

MALATO
E vanno al ristorante no? Si siedono e ordinano qualsiasi cosa che gli passa per la testa, e il cameriere immediatamente gliela porta, no? E loro bevono, loro mangiano. E' ancora così?

CORTE
sorridendo ironico:
Più o meno.

MALATO
E hanno le donne no? Le donne!... Ci fanno l'amore?... Ci fanno l'amore ancora?

CORTE
Be', è una vecchia abitudine!

MALATO
Poi, non basta... hanno i treni e gli aeroplani... le campagne, i monti, i mari e tutto il resto... viaggiare, divertirsi, liberi, dimenticare quello che può succedere da un momento all'altro, dimenticare la comune condanna, non è forse così?

CORTE
Positivo.

MALATO
Adesso dica, lei che li conosce: si lamentano?

CORTE
Come si lamentano?

MALATO
Si lamentano... si lagnano... brontolano... non sono contenti. Si arrabbiano... vanno in bestia... bestemmiano... giuro che quelle carogne si lamentano!...dalla mattina alla sera si lamentano che non hanno soldi abbastanza, che la casa è troppo povera, che il riso è troppo cotto, non è così? dica dica...




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4 commenti:

  1. Illuminante il passaggio che hai scelto: spesso in effetti ci si accorge di tutto quello che si ha quando lo si è perso...Non bisogna lamentarsi, bisogna vivere!
    Ciao
    Francesca

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  2. Ciao Angela, sono davvero felice di conoscerti
    Adriana

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    Risposte
    1. Ho fatto un giro tra le pagine del tuo blog. Passerò ad approfondirlo appena potrò.
      Grazie per la visita

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