domenica 4 agosto 2013

Un bravo ragazzo

Massimo Ferretti, foto in
jesielasuavalle.it






















Da ALLERGIA
di Massimo Ferretti
Marcos y Marcos - 1994


Breviario di bravo ragazzo 1958

Tra l'incubo della pagina bianca
e la pena della pagina nera, cosa c'era?
C'era l'illusione di parlare
di qualcosaltro di diverso
dal "qualcosa" che sono io
e che è la sola cosa che so e che debbo fare:
e ritorno ai morsi delle belve
che sdentate m'aspettano nel circo
per esibire un appetito magro
più arido della mia monotonia.

L'autunno ci separa già dal sole
e qui nell'impassibile città
gusteremo la nuova passerella
delle belle dell'avanspettacolo;
ritornano le ignote compagnie
con le soubrettes che costano una cena
mangiata insieme nella trattoria -
corpi di ragazze in movimento
la cui Bellezza appartiene alla Platea
che l'ha pagata nel prezzo del biglietto.

Ma è successo qualcosa d'importante:
ho imparato a guidare l'automobile
e ho saputo per la prima volta
che la felicità viene dai piedi,
i miei piedi sospesi ad altalena
tra la frizione e l'acceleratore:
sì, è morto per sempre lo stupore.

E nel pantano di questa mia campagna -
percorsa per non entrare nel circuito
con stivali da terra di nessuno -
dove credevo che fosse possibile
soltanto morire
invece ci si può anche vivere.
Qui non ho gli abbagli intermittenti
delle luci dei lampi al magnesio,
ho soltanto i fuochi artificiali
delle feste annuali dei conventi.

Tra i miei illustri colleghi decadenti,
lividi di gesta sovrumane,
e la serenità del mio squallore
è scattata una luce di saggezza:
posso guardarlo in faccia il mio dolore,
non  ho bisogno di vestirlo a lutto
con l'alta gloria della santità.

Cito il Vangelo parlando del governo
cito Marx consumando un pasto
cito Freud nella cronaca d'un ballo.
I conoscenti mi trovano cambiato:
e sono solo diventato un po' tarchiato,
e l'antica carica di rabbia
ho imparato a comporla in un silenzio
esatto tellurico opprimente:
se esplodo e mi svelo interamente
mi dicono che sono un animale
scottato da piccolo nel fuoco
ma che ormai alla mia età dovrei capire
che una stufa fa comodo d'inverno.

Sto imparando le Tattiche del Branco,
io che ero fuggito dalla folla
per scoprire la logica dei sogni?

Dalla folla attratto dalla folla respinto,
dagli eletti attratto dagli eletti respinto:
ragazzo-massa e intellettuale,
sono un fiume che ha raggiunto il mare.

Sono caduto anch'io dentro la ruota,
troppo giovane per non sentire niente
e troppo vecchio per sperare di scappare.
Nessuno ha conquistato l'orizzonte:
ogni orizzonte è un raggio della ruota,
giunti ad uno se ne scopre un altro
e si continua fino all'infinito.

Dovevo uccidere per essere coerente?
svaligiare una banca?, possedere un re?

Il mio dolore è una cambiale in bianco



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Per approfondire Ferretti:
1 - FUORI DAL CORO  - L'opera di Massimo Ferretti
di Elisabetta Pigliapoco
peQuod - 2005

2 - LETTERE A PIER PAOLO PASOLINI e altri inediti
a cura di Massimo Raffaeli
Centro Culturale Polivalente del Comuna di Chiaravalle - 1986


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