mercoledì 12 febbraio 2014

Una di Giorgio Orelli

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Da SPIRACOLI  di  GIORGIO ORELLI 
Mondadori - 1989

"Alter Klang"
 VIII

Morto anche lui, Venanzio Malerbario,
in odore di produttore di tabacco.
Come scorgevo i ciuffi dei suoi cipressi esclamavo:
questo è il regno d'un uomo ricco e sordo.
La prima volta mia figlia capì: ricco ma sordo.
Forte e franco (leggiamo sul giornale)
e tutto dedito alla famiglia, al lavoro, al Paese.
Aveva quasi novant'anni. Mio suocero
l'ebbe compagno alle elementari, dice che a scuola
era un asino, ripeteva la classe. Gli prestò 
denaro, mio suocero, che fruttò molti beni reali
tra cui stupende pere, pér pomm e pér bütér per qualche anno provate
anche da me. Per sempre perduta ormai la speranza
di perlustrale in quel cavagno.
Di becco liberale, penna cattolica, in chiesa
era di cinque franchi l'obolo, faceva non poca impressione.
Non violò le leggi, non usò frode né forza
perché non ce n'era bisogno, lo sanno i molti pioppi
abbattuti in un amen. Prese moglie in età molto matura
dopo curiosi tentativi falliti. Il più faceto
fu quando chiese a un consigliere federale
la mano della figlia. "Quale figlia? Ne ho tre"
il consigliere disse. E quello: "Per me è poi lo stesso."
"Ah se per lei è lo stesso" il consigliere disse
"allora ti do tre pedate nel culo."




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