domenica 2 marzo 2014

Pausa sui colori - 2

La proposta  di  Judith Leyster 
(Haarlem, Paesi Bassi, 1609-1660)



























In "Le grandi pittrici 1550-1950" di Ann Sutherland Harris e Linda Nochlin, Feltrinelli, 1979.
Traduzione di  Margherita Leardi

"Judith Leyster costituisce un'eccezione alla regola secondo la quale le donne artiste sono figlie di artisti: suo padre era infatti un birrario. [...]. Uno solo è lo stereotipo negativo della donna artista cui la Leyster si conformò, e cioè il fatto che dopo il matrimonio la sua attività subì un netto declino. [...]. Nel 1626-27 Judith era già così nota come pittrice da essere brevemente citata in un libro scritto in lode della sua città. [...]. Nel 1633 faceva parte della corporazione dei pittori di Haarlem e due anni dopo aveva tre allievi maschi.[...]."

Nel 1893 un'opera acquistata dal Louvre come un Frans Hals (anche lui di Haarlem) risultò firmata Judith Leyster, e di conseguenza fu facile classificarla a lungo come imitatrice di Hals. A poco a poco è venuta fuori la sua originalità anche grazie agli articoli di Juliane Harms (pubblicati nel 1927).

Sposata al pittore Jan Meinse Molenaer dal 1636, con cui si trasferì ad Amsterdam ed ebbe tre figli.


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