martedì 8 aprile 2014

Un post di Consolata Lanza














CONSOLATA LANZA
autrice di vari racconti e romanzi tra i quali "Ragazza brutta ragazza bella" (Edizioni Filema), "Irene a mosaico" (Avagliano Editore), "La lametta nel miele" (Filema) ha letto il mio Stanze d'albergo.
Di questa lettura ha lasciato traccia nel suo blog Anaconda Anoressica con un post datato lunedì 7 aprile 2014:


Io non frequento molto la poesia, perché sono zuccona e non la capisco sempre. Però Angela Siciliano è una poeta che parla con le parole preziose della chiarezza, della trasparenza cristallina. Riesce a catturare una sensazione, il lampo di un sentimento, nella perfetta misura dei suoi versi, come se fossero mosche intrappolate nell'ambra. Sono componimenti brevi, che fotografano attimi impermanenti ma necessari. Rispetto alla prima raccolta, Tra le dita, dove i temi erano prevalentemente erotici, qui le epifanie poetiche abbracciano momenti diversi, ma c'è la stessa ingannevole semplicità e la stessa nitidezza delle immagini. Affiora sovente una pietas molto umana, come in questi versi: E anziane maschere vive / si affacciano da dietro le tende / a spiare i bimbi e le carrozzelle, / i padri e le madri / che vanno a fare la spesa, a portare i figli a scuola / a fare qualcosa di importante / mentre per loro – dietro i riflessi sui vetri / non c'è più niente di interessante / né di impellente / a parte il prossimo pasto / che arriverà insipido o troppo salato. C'è anche pudore, delicatezza, nel rappresentare ricordi certo dolorosi, come a proposito del padre: Io invece lo vedo disteso / le mani conserte, la bocca dischiusa / con del sangue tra i denti e le gengive, / le belle labbra carnose, le palpebre chiuse. C'è la natura: Uno scoiattolo frettoloso / mi taglia la strada / e scompare nel bosco / col suo fare misterioso. Sembra che l'amore non abbia tanto i colori violenti della passione quanto quelli tenui della memoria: Indossava larghe gonne a campana / e scarpe a punta col tacco basso. / Aveva vent'anni lei, probabilmente. / Io solo tre. O anche La strada dritta ad una meta / le montagne innevate / la tua guida soffice e calma / il mio maglione rosso splendente. / Vivaldi nel mattino assolato. E alla fine, oltre all'incanto delle parole, rimane una sensazione di serenità. Questo è un libro sapiente e raffinato che sicuramente piacerà ai cultori di poesia, ma anche i lettori non abituali potranno trovare molto nelle sue pagine eleganti (curatissima la veste grafica di FrancoPuzzoEditore), e imbattersi in versi che chiunque vorrebbe fare suoi: Aspetto tra il bene e il male / mangiando miele mangiando sale.

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 Grazie!

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