martedì 15 aprile 2014

Due di Antonella Anedda



















Hopscotch, 1940 (Il gioco della campana) di Loren MacIver
in "Le grandi pittrici 1550-1950" Feltrinelli - 1979

Da Salva con nome
di Antonella Anedda
Mondadori - 2012

1-
Spazio della paura estiva

Stretta nella notte di luglio
trova un angolo, una penna
una busta già usata e prova
prova a scrivere un pensiero.
La casa è l'architetto del suo panico
ogni stanza la geometria dello spavento
ogni mattone compone un alfabeto di rovina.
Sulle pareti come da cartigli
scivolano frasi già compiute:
"La vita è piena fino all'orlo".
E "Pensavi davvero che accadesse?".
Immobile immagina di fare l'impossibile
quello per cui non è mai nata.

Dalla porta mal chiusa un vento australe
sembra portare una promessa.
Allora lei indietreggia
inghiotte quello che esplora
ignora per restare com'era.

2-
Spazio dell'invecchiare

Solo la nudità alla fine ci raggiunge
esatta come la luna crescente nei capelli.
Esiste una gioia nella reticenza
e un riparo perfino in questo spazio
che ha un inizio e una fine.
Non voglio scrivere un'elegia alla vecchiaia,
solo dire che spingere le braccia dentro il freddo
è una prova che ha il senso di trovare il verbo in una frase.

Senti come guadagni la via del corridoio.
Non è scontato il passo col respiro.
Conta i mattoni pensando ai ciottoli di fiume
all'acqua che ti fasciava il piede
ricorda quanta tenacia c'è voluta a decifrare
le mappe dentro alle parole.





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