mercoledì 2 aprile 2014

Quattro di Raboni



L'automobile infernale - 1928
di Mario Lannes.
In "GLI AFFRESCHI DI CARLO SBISA'
E LA TRIESTE DEGLI ANNI TRENTA"
Catalogo mostra a cura della
Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo 
di Ts - 1980





Da A tanto caro sangue  - Poesie 1953-1987
di Giovanni Raboni
Mondadori - 1988


1 - 
Altre interviste 

Il falegname
Chi cerca 
trova. Per risparmiare del legno
invece di inchiodarlo su un quadrato,
su un triangolo isoscele, su un cerchio,
si può metterlo in croce.

La lavandaia
Ho cercato del sangue 
in quella faccia livida, rappresa
sul pannolino.
Ho battutto la treccia del bucato
sulla solita pietra
per cancellare i disegni del pus.
Ho raccolto la cesta. Mi son messa,
lottando ancora, per via.

Il chirurgo
C'è colpo e colpo. Ci sono ferite di striscio
che nessuno può guarire
e uomini che muoiono a ottant'anni
di coltellate prese in gioventù.
Non c'è regola. Qualcuno si salva 
e si fa prete. A qualcuno la vista
s'indebolisce. A volte
i coltelli rispuntano dal cuore
nel senso della lama.

Il fornaio
Non chiederò 
consigli a destra e sinistra.
So cosa devo fare.
Non lievito. Quantità di farina.
Una mattina all'alba m'alzerò
come sempre, come ora.
E' solo una questione di spessore.
Vivo sarò
questa spada dei morti
guardando l'acqua, la cenere,
la boria dei garzoni.


2 - 
Segreti d'ufficio

Sì - ma un paio di cose
un giorno o l'altro le dovrò sapere:
il profilo del banco, lo spessore del cuoio,
la sezione dei chiodi e delle spine,
la portata (in millimetri cubi/giorno) dei condotti
che raccolgono il siero...

A me puoi dirle, siamo tra morti.


3 -
Gli addii

Ogni tanto mi sforzo 
di ricordarli: il ladro di verdura,
il matto, la servante au grand coeur,
il medico ecc. Strano gioco,
ho paura, e assai poco redditizio.
Tanto tempo è passato! e io
che mi gratto la testa e sto seduto
al tavolo di pietra del mulino
aspettando il sereno, non
sento di quelle spente dolcezze più
che un rauco, degradato miagolio.


4 - 
L'appartamento

1
Passa, dicono, le giornate
con addosso un pigiama, una vestaglia. A chi
gli consiglia d'uscire, di muoversi, altrimenti
i muscoli, alla sua età, si atrofizzano, le giunture
si bloccano, risponde
con un dolce, lento sorriso.

2
Caverna, bunker, mucosa,
spolverati libri che nessuno
leggerà né scompiglia,
grande schermo millimetrato della concentrazione,
dell'introiezione - e dovrebbe
spegnerlo, vestirsi, arrischiare le ossa
nell'aria confusa, piena di pòlline?

3
Va piano piano alla finestra
a vedere se nevica ancora, se continua
nel buio luminoso, là fuori
l'infantile disastro del mondo.



------------------------------------------------------------------------------------------

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.