mercoledì 7 maggio 2014

Il piacere della ragione















 VITA DI GALILEO
di
Bertolt Brecht

Traduzione di Emilio Castellani
Mondadori - 1997


Scena terza

[...]
SAGREDO   Hai proprio perso ogni barlume di raziocinio? Davvero non ti rendi conto dei guai in cui ti cacci, se quello che hai visto è vero? Se ti metti a gridare sulle pubbliche piazze che la terra è una stella e non il centro del creato?
GALILEO   Sì, e che l'intero, smisurato universo con le sue stelle non gira affatto intorno alla nostra minuscola terra, come tutti hanno potuto credere!
SAGREDO   E dunque, che esistono solo delle stelle? Dov'è Dio, allora?
GALILEO   Che vuoi dire?
SAGREDO   Dio! Dov'è Dio?
GALILEO   Lassù, no! Allo stesso modo che non sarebbe quaggiù sulla terra, se gli abitanti di lassù venissero qui a cercarlo!
SAGREDO   E allora dov'è?
GALILEO   Io non sono un teologo! Sono un matematico.
SAGREDO   Tu sei un essere umano, prima di tutto. E io ti domando: dov'è Dio, nel tuo sistema dell'universo?
GALILEO   In noi, o in nessun luogo!
SAGREDO  (grida)  Come ha detto il condannato al rogo? 
GALILEO   Come ha detto il condannato al rogo!
SAGREDO   Ma proprio per questa ragione l'hanno bruciato! Nemmeno dieci anni fa!
GALILEO   Perché non è riuscito a darne le prove! Perché lo ha solo affermato! Signora Sarti! Signora Sarti!
SAGREDO   Galileo, ti ho sempre conosciuto per uomo assennato. Pazientemente, a centinaia di scolari, per diciasette anni a Padova e per tre anni a Pisa, hai insegnato il sistema tolemaico, proclamato dalla Chiesa, confermato dalle Sacre Scritture su cui poggia la Chiesa. Lo hai ritenuto erroneo, concordando con Copernico: però lo hai insegnato.
GALILEO   Perché non potevo dare nessuna prova.
SAGREDO   E credi che questo basti a far cambiare le cose?
GALILEO   Totalmente, cambiano! Guarda qui dentro, Sagredo! Io credo nell'uomo, e questo vuol dire che credo alla sua ragione! Se non avessi questa fede, la mattina non mi sentirei la forza di levarmi dal letto.
SAGREDO   Allora stammi a sentire: io non ci credo. In quarnt'anni di esistenza tra gli uomini, non ho fatto che constatare come sinao refrattari alla ragione. mostragli il pennacchio fulvo di una cometa, riempili di inspiegabili paure, e li vedrai correre fuori dalle loro case a tale velocità da rompersi le gambe. Ma digli  una frase ragionevole, appoggiala con sette argomenti, e ti rideranno sul muso.
GALILEO   Non è vero. E' una calunnia. Non capisco come tu possa amare la scienza, se sei convinto di questo. Solo i morti non si lasciano smuovere da un argomento valido!
SAGREDO   Ma come puoi confondere la loro miserabile furbizia con la ragione!
GALILEO   Non parlo della loro furbizia. Lo so: dicono che un asino è un cavallo quando vogliono venderlo, e che un cavallo è un asino quando vogliono comprarlo. E questo per la furbizia! Ma la vecchia donna che, la sera prima del viaggio, pone con la sua mano rozza un fascio di fieno in più davanti al mulo; il navigante che, acquistando le provviste, pensa alle bonacce e alle tempeste; il bambino che si ficca in testa il berretto quando lo hanno convinto che pioverà, tutti costoro sono la mia speranza: perché tutti credono al valore degli argomenti. Sì, io credo alla dolce violenza che la ragione usa agli uomini. A lungo andare, non le sanno resistere. Non c'è uomo che possa starsene inerte a guardarmi, quando io (prende in mano un sasso e lo lascia cadere a terra) lascio cadere un sasso e dico: questo sasso non cade. Non c'è essere umano in grado di far questo. Troppo grande è il potere di seduzione che emana dalla prova pratica; i più cedono subito, e alla lunga tutti. Il pensare è uno dei massimi piaceri concessi al genere umano.
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