martedì 13 maggio 2014

Una di Massimo Ferretti

Primavera di Alice Dreossi. alicedreossi.it / arte.it

























Da Allergia  (1955)
di Massimo Ferretti
Marcos y Marcos -  1994


Lode d'un amico poeta

Tu sei  della stirpe di chi vince:
il male che scalfisci non ti tocca,
la tua maturità non ha timori -
ma non ripetermi che qui è la foresta,
che l'uomo è sempre una rivolta in atto,
che il verbo del poeta è la pietà:
una rondine sottratta alla corrente.

E un giorno non mi capirai.

Entrerò nella turba dei Falliti
con l'umiltà che sempre mi ha distinto;
brucerò tanta rabbia dentro il cuore
che l'inferno tremerà nel riscaldarmi:
e avrò anch'io un duro contrappasso:
sarò il bullone d'un ponte americano.

La tribù degli eroi delle parole,
ripiegata sui freddi tavolini
dove la carta brucia nella penna,
si presta a certi sbagli disumani:
ed ecco i fumatori di matite,
i coppieri dei calamai ammuffiti,
gli alfieri delle "leggi" del partito,
i sacrestani delle muse benedette:
una folla assurda e senza volto
che nuota nell'inchiostro
con la scienza della carta-calcante.
E la marea li mescola agli onesti:
ai profeti della giustizia anchilosata,
alle trombe medievali della Croce,
agli amanti delle immagini rapite.

Ma il tuo sangue non vive in questi lacci:
e io brucio stelle pel tuo canto vergine
turbato solamente dalla vita!
Io brucio stelle pel tuo verso barbaro
fermato nelle canzoni verdi
dell'uomo vivo, immerso nella terra.
Il vento di Provenza che lo scuote
è il rifiuto della pace degli antichi,
l'insulto alla vergogna del ricatto sociale,
l'urlo per la misura della morte.

Ma l'ansia di toccare il cuore al mondo
t'ha piegato al torpore della Lingua
che hai destato in difficili rime.
E l'Italia salvata nelle origini
rivive nel profumo della luce:
ed ecco i fiumi inquieti dell'infanzia,
la cupa adolescenza delle ombre,
gli ardori consumati nel silenzio,
i passi svuotati nelle strade,
la costante follia della Chiarezza,
la nostalgia invincibile dell'alba,
la solitudine accettata come un pegno
da risolvere in numeri di vita.

La tua origine è un'onda mostruosa
che ha radici negli abissi della luna,
il tuo pianto è una luce senza limiti
che libera dal buio esseri veri,
e il tuo furore critico
che incendia foreste filologiche
e scava negli angoli dell'anima
in fondo non conosce che una meta:
il tropico del canto corrisposto
dove il cuore è il calore della terra
e il popolo il palpito del mondo.




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3 commenti:

  1. è dedicata a Pier Paolo Pasolini.

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  2. Lo avevo immaginato. Grazie per il tuo commento.
    Tu chi sei? In genere non pubblico commenti anonimi.

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  3. Basta aggiungere il tuo nome dopo una frase-commento, pur continuando ad avere il profilo "anonimo".
    A presto

    RispondiElimina

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