lunedì 30 giugno 2014

Due di Francesco Tomada

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Serata di chiusura, ieri, al Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico, di Residenze estive - edizione 2014.  Tra le varie facce, i vari nomi, le varie voci e note musicali (tutte particolari) mi sono rimaste soprattutto impresse le parole di Francesco Tomada.
Ecco due delle quattro poesie da lui lette:


Nostra Signora del Disordine

Stiamo sempre a riempire e vuotare scatole
spostare i vestiti negli armadi
portare qualcosa in soffitta o in cantina

così sembra di traslocare di continuo
anche se viviamo nella stessa casa

tu non sei mai soddisfatta e io
non capisco non ti capisco più

abitare non vuol dire
che gli oggetti hanno ognuno il giusto posto
piuttosto
che dovremmo averlo noi



Cambiare casa

E se mai dovessi andare via
con me non porterei molto

giusto qualche vestito
alla fine indosso sempre gli stessi
perchè non so distinguere i colori

alcuni libri, forse quelli che ho letto più di una volta
una manciata di cd
la cassetta con gli oggetti della mia famiglia
ho tenuto solo poche foto e la fede di mia madre
già così le persone che abbiamo amato
ci restano fin troppo vive dentro

anche quando venni ad abitare in questa casa
nel bagagliaio della Peugeot 205
c'era tutto il mio trasloco

e sapere che partire è così facile
da più senso al rimanere qui




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