venerdì 4 luglio 2014

Da dove vengono i tassisti?


Luis Sepùlveda. Foto da: milan.cervantes.es


















Diario di un killer sentimentale 
(1996)
di Luis Sepùlveda
La biblioteca di Repubblica - 2002

Traduzione di Ilide Carmignani

Gli ultimi sette giorni prima della prematura pensione di un signore intelligente e purtroppo anche sentimentale che di professione fa il killer.
Sentimentale non lo era mai stato prima, ma l'incontro e la relazione di qualche anno con una francese lo ha reso tale e quindi lo ha indebolito, la sua professionalità e lucidità ne risentono, soprattutto quando lei inaspettatamente lo lascia.
Rimetterà tutto a posto, guadagnandosi la libertà di andarsene in pensione (invece di pagare le distrazioni e le intemperanze con la morte, che è di prassi in questi casi) uccidendo il difficile e sfuggente (e per la prima volta interessante: ecco il sentimentalismo che lievita) ultimo bersaglio... e anche la francese che sorprendentemente sarà in compagnia dell'incarico nel momento decisivo.
Bang-Bang: poche parole, molti soldi, solo sei brevi capitoli, saggezza e ironia. Alberghi e taxi. Esperienza e rischio. I monologhi dei tassisti delle varie città e le conseguenti riflessioni del trasportato, il nostro killer, sembrano dare il ritmo alla storia.

"Quando la mulatta uscì portandosi via centomila pesetas e le brezze ardenti dei Caraibi, chiamai il bar e chiesi che mi mandassero in camera una bottoglia di whisky. E così passai la notte di quella brutta giornata senza aprire la bottiglia anche se avevo una voglia terribile di ubriacarmi, parlando con la foto del tipo che avrei dovuto uccidere, perchè, anche cornuto, un professionista è sempre un professionista."



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