lunedì 7 luglio 2014

La rima














DITEGLI SEMPRE DI SI'
(1927)
di Eduardo De Filippo

Michele esce dal manicomio e va a vivere a casa della sorella vedova. Sono in pochissimi a sapere della sua provenienza. Lui prende tutto alla lettera, crea equicoci, in verità non tutti dannosi, e mette in luce alcune verità. Ovviamente lo faranno tornare in manicomio prima possibile!

[...]
TUTTI   Sentiamo, sentiamo.
LUIGI   "Ora mistica". Ho immaginato due distese di cipressi in conversazione notturna. Un lungo viale che conduce al cimitero. Avverto subito l'uditorio che, mentre la tematica delle mie composizioni è un fatto tutto personale, il ritmo, al contrario, si stacca, è vero, dalla formula ermetica, ma si aggancia alla corrente realistica e impressionistica, fatta di chiazze opache e di spiragli allucinanti, il cui filone trova larvati riscontri in tutta la letteratura valida avanguardista degli ultimi vent'anni.
Dunque: "Ora mistica"...
Buio nel cimitero.
Gelo di marmo,
Sagome di tombe,
Loculi disadorni.
Erbetta. Erbette.
Gira il custode
E non gli sembra vero
Di udire il chiacchierio
Delle civette.
Lento e pesante il passo
Del custode: cra, cra
Si sente e riconosce quello.
MICHELE   Quella...
LUIGI   Quella chi?
MICHELE   La rana.
LUIGI   Che ce trase 'a rana?
MICHELE   Voi avete detto che si sente: cra, cra.
LUIGI   Cra, cra: il passo del custode. Lo stridio dei piedi sui ciottoli del viale.
MICHELE   Fino a prova contraria so' sempre state 'e rane che hanno fatto cra, cra.
LUIGI   Già, ma diversamente come avrei potuto descrivere il rumore di quei passi? Dunque:
cra, cra
Si sente, e riconosci quello.
Fiero, impettito e con le mani sode
Chiude con due mandate quel cancello.
Ecco quel cubo grigio:
E' la sua casa.
Ora dorme pesante.
Ulula il vento.
Dorme il custode ignaro,
Dorme nella sua tomba di cemento.
Chi è? Chi vedo?
Pallido e disfatto
S'incammina e s'avanza Sergio Pròculo.
MICHELE   Chi è Sergio Pròculo?
LUIGI   E' nu signore ca trase dint' 'o cimitero.
MICHELE   'E notte?
LUIGI   'E notte!
Chi è? Chi vedo?
MICHELE   E' un proconsole romano?
LUIGI   No, è un signore qualunque.
MICHELE   E perché si chiama Pròculo?
LUIGI   Io mi chiamo Strada? Voi vi chiamate Murri?  Uh, mamma mia... E stu signore si chiama Pròculo. Jamme nnanze... 'I' si m' 'o facite fa'! Chi è? Chi vedo?
MICHELE   Ma chi è che dice "Chi è? Chi vedo?"
LUIGI   Ma se m'interrompete continuamente non lo arriverete a sapere mai.
MICHELE   Ma allora ci sta un'altra persona dentro al cimitero?
LUIGI   Niente affatto, non ci sta nessuno.
MICHELE   Allora chi è che dice "Chi è? Chi vedo?"
LUIGI   'O dich'io.
MICHELE   Allora nel cimitero ci stai pure tu?
LUIGI   Io stongo 'a casa mia... E' il poeta che parla. Sono visioni, allucinazioni che riceve lo scrittore nel momento della creazione.
Chi é? Chi vedo?
Pallido e disfatto
S'incammina e avanza Sergio Pròculo.
MICHELE   Scusate, ma il custode è andato a dormire nel cubo di cemento... Va bene?
LUIGI   Sì...
MICHELE   E ha chiuso il cancello con due mandate?
LUIGI   Sissignore.
MICHELE   E allora come entra Sergio Pròculo? Non si può entrare col cancello chiuso.
LUIGI   Ma non bisogna sofisticare.
MICHELE   Sentite, per me non si può entrare da nessuna parte quando ci sta un cancello chiuso.
LUIGI   E va bene: era entrato 'a sera primma.
MICHELE   Allora il cancello si chiude una sera sì e una sera no?
O si chiude tutte le sere o non si chiude mai.
LUIGI   Se mi volete prendere in giro, io 'a fernisco e nun se ne parla cchiù.
TUTTI   Ma no, andate avanti.
MICHELE   Andiamo avanti.
LUIGI   Dunque:
S'incammina e avanza Sergio Pròculo.
Stanco si ferma,
Geme e di soppiatto
Si china
E poggia il capo su di un loculo.
MICHELE   Ah! ecco! Abbiamo capito perché si chiama Sergio Pròculo!



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