domenica 17 agosto 2014

Each his own wilderness





A CIASCUNO IL SUO DESERTO
(1959)
di DORIS LESSING

Traduzione di Luciano Codignola
Einaudi - 1963




E' il 18 marzo del 1950. La seconda guerra mondiale è ancora vicina.
Le armi e gli eserciti non sono del tutto rientrati alle basi. Adesso si "combatte" nel mondo occidentale per ottenere il disarmo: la bomba atomica è un pericolo attuale. Myra ha venduto la grande casa in cui vive da decenni, una casa quasi sempre piena di gente, amici e/o compagni/e di partito, per riunioni e feste. E l'ha fatto per poter permettere a suo figlio Tony, appena rientrato dal servizio militare, di girare il mondo, conoscerlo e goderne prima di lasciarsi assumere da Philip, uno dei vari amori "sospesi" di Myra, uno dei vari "zii" della vita di Tony, un compagno di lotte politiche che ha fatto carriera e ha potere. 
Un pò per l'arroganza giovanile e filiale di Tony, un pò per la stanchezza e il malessere da menopausa di Myra si scopre che stanno prendendo decisioni basandosi su equivoci.
A Tony infatti sarebbe piaciuto restare in quella casa (la vendita è stata fatta a sua insaputa) e dedicarsi poi ad una vita normalissima senza lotte politiche né cause da difendere, coltivando un lavoro semplice, da elettricista e una famiglia.
Alcuni degli altri personaggi: Milly, amica e compagna di lotte politiche di Myra da una vita, madre di Sandy, coetaneo di Tony e (parrebbe) anche ultimo (cronologicamente parlando) amante di Myra.
La nuova e la vecchia generazione vogliono cose diverse, entrambe si contraddicono. Genitori e figli (in questo caso madri e figli maschi) che per amore reciproco manipolano la propria e la vita dell'altro. Scelte diverse su come farsi sentire nella società (manifestando e facendo pressione con visibili azioni o lavorando dietro le quinte nei posti di potere?). La politica come ragione di vita, l'impegno politico come lavoro inevitabile. Gli anni e la forza della giovinezza si allontanano mentre la maturità stanca e (forse inutilmente) saggia si avvicina. Rabbia, delusione, un futuro incerto, imprevedibile. L'ennesima e forse ultima festa si consuma (risuona e si deduce) nella grande casa amata e ormai di altri. Autocritica in senso politico, da sinistra.


ATTO SECONDO

[...]
MILLY   Oh, i sogni. Così adesso stiamo diventando delle vecchie che ricostruiscono i loro sogni e cercano presagi.
MYRA   (borbottando quasi rabbiosamente)  Oh! Sì. Ma succede. Ogni volta che poso la testa sul cuscino, succede sempre la stessa cosa...
MILLY   Oh! Dio ci scampi, tieni duro, piantala.
MYRA   No, ascolta. Ascolta Milly. (Costringe Milly ad ascoltarla. Milly è ironica, scettica, a disagio). Il mondo intero è pieno di grosse macchine. Io sto dritta sulla faccia della terra e da ogni parte attorno a me, sopra un'immensa pianura, ci sono delle grandi macchine nere. E' un mondo di edifici bianchi, freddi e di macchine nere immobili...
MILLY   Così siamo contro le macchine adesso, torniamo all'età dell'oro!
MYRA   ...E io sto ritta aspettando. Ecco com'è Milly, stiamo tutti aspettando. No ascolta... (adesso tiene fortemente Milly e la costringe ad ascoltare. Lentamente Milly si abbandona e partecipa al sogno di Myra). Noi stiamo in piedi ad aspettare. Alziamo gli occhi e vediamo la curva dell'orizzonte... brucia, Milly. Non è vero fuoco, la curva della terra crepita, un bianco e freddo scintillare di elettricità. Poi capiamo: la terra brucia. La bomba è scoppiata da qualche parte e metà della terra è già andata. Da ogni parte di fronte a noi la pianura si sta disintegrando in un crepitio bianco e freddo. Fra un minuto ci avrà raggiunto. Noi stiamo in piedi e pensiamo: Grazie a Dio, grazie a Dio tutto è finito. Grazie a Dio tutto è finito...

[...]

Link: orangetreetheatre.co.uk  e dorislessing.org



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