giovedì 21 agosto 2014

I balordisti


























L'ANNASPO
(1962)
di Raffaele Orlando
(1929 - 1962)

Con la prefazione di Ruggero Jacobbi

Un caseggiato alla periferia di una grande città. Sottoproletariato. Ladri da strapazzo che spacciano banconote false. Famiglie sgangherate come le loro abitazioni.
Ada lavora come donna delle pulizie, è sposata a Lino, un tipo che si tiene lontano da un vero lavoro e intreccia pericolosamente molti intrallazzi (anche amorosi). I due vivono nella sartoria di Vincenzo il padre di Ada, ormai ricoverato in manicomio, che finirà con il suicidarsi.
La polizia ucciderà Lino in uno scontro a fuoco nel caseggiato (viene il dubbio che fosse già morto prima che la polizia lo individuasse). Quando Ada strangola durante la sparatoria il proprio bambino, probabilmente concepito con un amante occasionale, è come se tutto il mondo per lei fosse scoppiato rivelandosi impossibile da vivere.
Linguaggio vicino alle jam-session che si sentono in sottofondo o che sovrastano la scena e che provengono da altri piani del caseggiato dove molti amici-complici-coinquilini si incontrano.


SECONDO TEMPO

[...]
ADA   Come glielo diamo, al Signore, questo ammazzato? E il bambino che ho strozzato io? E la storta carogna che sono, chi gliela manda? Chi se la prende davvero, la nostra faccia da benedire? Chi vuole venire a diventare una barella da portarli via? Una galera, da tenermi dentro? Facciamo sul serio, una volta. Facciamo come il prete che c'ha l'aspersorio in tasca e benedire può sempre. Il cervello nostro, abbiamo. E pensare, adesso, si può. Facciamo sul serio, questa volta. Come ho fatto io. Anch'io da ammazzare, lo so. Ma perchè? Perché sono andata avanti ad accettare. Perchè c'ho lavorato, con l'anima; e chissà poi com'era, prima di quello che ho fatto. Tutta la gente, eccola lì, dietro i vetri, sulle scale, dal cortile; tutta la gente, che fa? Guarda. E quelli che hanno sparato, che fanno? Guardano. E lui, che avrà sparato peggio, che fa? Guardava così da prima? Rispondere, prima di benedire. E' pazza diranno. E' pazza perché c'ha la faccia? E io la tiro fuori, adesso. La tiro a guardare, anch'io, come la gente. [...].


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Link: teatrodel900.it  e enricojob.com


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