lunedì 15 settembre 2014

Ett drömspel

www.strindberg.org



IL SOGNO
(1901)
di August Strindberg
(1849-1912)

Traduzione Giorgio zampa
Adelphi - 1994





La figlia del dio Indra viene invitata dal padre a scendere sulla terra per osservare la stirpe terrena e per capire il perché dei suoi lamenti. Osservando e a volte assumendo i ruoli di alcuni, la figlia di Indra troverà la miseria, la malattia, lo sfruttamento, il dolore fisico e quello dell'anima e contrasti, disarmonie, disgusto, disprezzo ma anche bellezza, amore, poesia, gioia semplice.
Le scene e gli avvenimenti cambiano spesso come nei sogni dove tutto può accadere e si spiega; tutto è pronto ed evidente non appena l'inconscio lascia aperto uno spiraglio in cui la coscienza può vedere e leggere se vuole e se sa farlo.

[...]
LA FIGLIA
      Alla povertà ero preparata, alla sporcizia no!
L'AVVOCATO
      La povertà è sempre relativamente sporca!
LA FIGLIA
      E' peggio di quanto mi fossi sognata!
L'AVVOCATO
      C'è chi sta peggio! Nella pentola c'è ancora da mangiare!
LA FIGLIA
      Ma che mangiare è?  
L'AVVOCATO
      I cavoli costano poco, sono nutrienti e buoni!
LA FIGLIA
      Per chi ama i cavoli! Io li trovo ripugnanti!
L'AVVOCATO
      Perché non l'hai detto?
LA FIGLIA
      Perché ti volevo bene! Ho voluto sacrificare i miei gusti!
L'AVVOCATO
      Allora io devo sacrificare i miei per te! I sacrifici debbono essere reciproci.
LA FIGLIA
      Ma che cosa mangeremo? Il pesce? Tu detesti il pesce.
L'AVVOCATO
      E' anche caro!
LA FIGLIA
      Questo è più duro di quanto credevo!
L'AVVOCATO (gentile)
      Vedi quanto è duro!... E il bambino che doveva essere legame e benedizione... sarà la nostra rovina!
LA FIGLIA
      Amore! Io muoio in quest'aria, in questa camera che guarda sul cortile, con questi strilli del bambino, per ore interminabili, senza sonno, con quella gente là, i loro lamenti, le loro liti e le accuse... Finirò col morire, qui dentro!
L'AVVOCATO
      Povero fiore, senza luce, senza aria...
LA FIGLIA
      E tu dici che c'è chi sta peggio!
L'AVVOCATO
      Io sono tra gli invidiati di questo quartiere.
LA FIGLIA
      Tutto andrebbe bene, se solo potessi avere un po' di bellezza, in questa casa!
L'AVVOCATO
      So che vuoi dire un fiore, un eliotropio, ma costa una corona e cinquanta: sono sei litri di latte oppure quattro chili di patate.
LA FIGLIA
      Starei volentieri senza mangiare, se avessi solo il mio fiore.
L'AVVOCATO
      C'è una bellezza che non costa niente, e se manca in una casa, è il peggiore tormento, per un uomo sensibile!
LA FIGLIA
      Qual è?
L'AVVOCATO
      Se te lo dico ti arrabbi!
LA FIGLIA
      Abbiamo fatto il patto di non arrabbiarci!
L'AVVOCATO
      Abbiamo fatto il patto... Va tutto bene, Agnese, solo non il tono brusco, duro... Lo conosci? Non ancora!
LA FIGLIA
      Non lo sentiremo mai!
L'AVVOCATO
      Per quanto dipende da me, mai!
LA FIGLIA
      Dillo, allora!
L'AVVOCATO
      Ecco. Quando entro in una casa, guardo prima come la tenda è sistemata in basso... (Va alla finestra e aggiusta la tenda) Se cade giù come uno straccio, me ne vado subito... Dopo, do una occhiata alle sedie... Se sono disposte in ordine, rimango. (Mette a posto, contro il muro, una sedia) Poi guardo le candele nei candelieri... Se sono storte, c'è qualcosa di storto nella casa... (Raddrizza una candela sul cassettone) Vedi, cara, è questa la bellezza che non costa niente!
LA FIGLIA  (china la testa sul petto)
      Non il tono brusco, Axel!
L'AVVOCATO
      Non era brusco!
LA FIGLIA
      Sì, lo era!
L'AVVOCATO
     Accidenti!
LA FIGLIA
     Che linguaggio è?
L'AVVOCATO
     Perdonami, Agnese! Ma io ho sofferto tanto del tuo disordine, quanto tu soffri della sporcizia. E non ho osato dare una mano per ordinare la casa perché ti arrabbi, prendi la cosa come un rimprovero... Uffa! La finiamo adesso?
LA FIGLIA
      E' così difficile essere sposati... E' più difficile di tutto! Bisognerebbe essere un angelo, credo!
L'AVVOCATO
     Credo anch'io!
LA FIGLIA
     Credo che comincerò a odiarti, dopo questo!
L'AVVOCATO
     Guai a noi, allora!... Cerchiamo di prevenire l'odio! Ti prometto che non farò più osservazioni sull'ordine... anche se per me è una tortura!
LA FIGLIA
     E io mangerò i cavoli, anche se per me è una sofferenza!
L'AVVOCATO
    Una convivenza sofferta, insomma! Il piacere dell'uno è il tormento dell'altro!
[...]
   


Link: milanoartexpoteatro.wordpress.com/2011  
e dramawebben.se



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