giovedì 15 gennaio 2015

Eremita o brigante

Fernanda Romagnoli (1916-1986)











Con il numero 15  di
ARCIPELAGO ITACA
(rivista solo online www.arcipelagoitaca.it)
scopro  FERNANDA ROMAGNOLI 
e le sue poesie dalle raccolte Capriccio-1943, Berretto rosso - 1965, Confiteor - Guanda 1973, Il tredicesimo invitato, Garzanti - 1980.
La scelta dei testi nella rivista è stata curata da Danilo Mandolini (da Il tredicesimo invitato e altre poesie - Libri Scheiwiller, Milano, 2003).

Tra quelle scelgo per i lettori di letture-e-riletture:


IL TREDICESIMO INVITATO

Grazie - ma qui che aspetto?
Io qui non mi trovo. Io fra voi
sto qui come il tredicesimo invitato,
per cui viene aggiunto un panchetto
e mangia nel piatto scompagnato.
E fra tutti che parlano - lui ascolta.
Fra tante risa - cerca di sorridere.
Inetto, benché arda,
a sostenere quel peso di splendori,
si sente grato se alcuno casualmente
lo guarda. Quando in cuore
si smarrisce atterrito « Sto per piangere! »
E all’improvviso capisce
che siede un’ombra al suo posto:
che - entrando - lui è rimasto fuori.


TU

Tu, che chiamiamo anima.
Colore negro, odore ebreo. Tu profuga,
tu reietta, intoccabile. Tu transfuga
dal soffio dell’origine.
Non ti spetta razione, né coperta,
né foglio di reimbarco.
Per registri e frontiere
non esisti.

Ma in sere come queste, di cangianti
vaticini fra i monti,
ad ogni varco
può apparire improvvisa la tua faccia
d’eremita o brigante.
« Fronda smossa,
pietra caduta… » trasale in sé il passante
che la tua ombra assilla
di crinale in crinale,
mentre corri ridendo nell’occhiata
del cielo, che ti nomina e sigilla.



IO

Quella donna dal viso indifeso
un poco sfiorita -
che passa nello specchio
in una scolorita veste rossa,
senza fruscio, di fretta,
rialzando sul capo i capelli
con mano distratta:
quella donna dall'anima dimessa
dicono che son io.






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