venerdì 9 gennaio 2015

La porta sbagliata

In copertina foto di Jutta Klee





LA PORTA SBAGLIATA
(1968)
di
Natalia Ginzburg
in
Tutto il Teatro di N.G.











Atto primo

...
Tecla   [...] Non voleva uscire con me, si vergognava a farsi vedere con me per la strada. Le spiegavo che lavoravo in una ditta di macchine da cucire. Alzava le spalle. S'era ficcata in testa che ero una puttana ed è morta con quella idea. E' sempre così con i genitori. O loro si vergognano di noi o noi ci vergogniamo di loro. O loro sono delusi di noi o noi siamo delusi di loro. Oppure loro fanno su di noi dei sogni che ci esasperano e ci riempiamo di vergogna tanto sono lontani dalla nostra vera persona. Finché poi loro muoiono e allora scopriamo che li abbiamo sempre trattati tanto male e abbiamo un rimorso che ci mangia il cuore. [...]
Questa è l'analisi. L'analisi lo insegna. Ti insegna a essere solo quello che sei. Però non è che smetti di star male. Hai tutte le tue piaghe e te le tieni. Bruciano. Hai sbagliato qui, hai sbagliato là, hai offeso quello, hai offeso quell'altro. La mattina apri gli occhi e ti saltano addosso i rospi. Ti mangiano il cuore. [...]






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