domenica 1 febbraio 2015

I colori degli affetti invisibili












Silvana Weiller
Luna, 1965

(in Ebraicità al femminile
Otto artiste del Novecento
trart - 2013 ).








Da
DUE DONNE DI PROVINCIA
(1978)
di
Dacia Maraini
in
Fare teatro 1966-2000
Rizzoli - 2000


Atto unico 

[...]

Valeria prende la mano di Magda

VALERIA: La tua mano sul lenzuolo nero è gialla come un limone. Giallo... il colore dell'ambiguità.
MAGDA: E' come quando mi vestivo in lungo la sera perché avevo deciso di uscire da sola sfidando l'ira di mio padre. Mi truccavo per ore, mi pettinavo, mi profumavo, poi arrivavo alla porta, restavo lì a mangiarmi le unghie e poi me ne ritornavo in camera... dicendomi: domani lo farò, domani.
VALERIA: Giudiziosa, candida, buona, delicata, infantile, timorosa...
MAGDA: Io devo fare il mio dovere...
VALERIA: Il tuo occhio ora è di un lilla sfumato, cremoso... lilla, il colore della delicatezza, della paura, della femminilità, della rinuncia.
MAGDA: Eppure, sai, hai ragione tu, quella volta che ero incinta di Marco, che ci siamo fermate per strada, che ho messo la testa sulle tue gambe, sì, be'... hai ragione... volevo dirti che...
VALERIA: Rosso, colore della decisione, della sincerità, del delirio.
MAGDA: Ora mi ricordo tutto... vedi... sì, l'avevo sepolto come un ricordo pericoloso... mi ricordo quell'odore di erba cotta dal sole, quel silenzio... la mia testa appoggiata sul tuo... grembo... vedi che non riesco a dirlo bene, mi si impasta la lingua... Io, vedi... il grembo di una donna per me è una cosa buia, pericolosa, mi mette il terrore, mi dà l'angoscia...
VALERIA: Bianco, il colore dell'assenza, della passività, della morte.
MAGDA: Non ti toccare quella cosa schifosa!
VALERIA Marrone, il colore del rifiuto, della ripetizione, dell'infantilità negata.
MAGDA: Be', io non riesco proprio a...
VALERIA: Celeste, il colore dell'ostinazione, della pazienza, della imbecillità divina.
MAGDA: Non riesco a pensarci come a una cosa mia... quando mi lavavo guardavo fuori della finestra... "Il tuo corpo, bambina, è pericoloso come un serpente, vedi che se lo tocchi ti morde... non devi guardarlo, pensarlo, toccarlo!"
VALERIA: Nero, il colore della viltà, il colore della notte senza stelle, il colore della violenza travestita da giustizia.
MAGDA: Lo specchio era senza fondo... io non ero di là ma neanche di qua...
VALERIA: Argento, il colore della frigidità, del desiderio isterico, della passività coatta.
MAGDA: Non avendo corpo non avevo desideri... ero un soldato del dovere femminile...
VALERIA: Sei bellissima, Magda.
MAGDA: Non dire cose non vere.
VALERIA: Il tuo corpo è bellissimo.
MAGDA: Non è vero... ho delle pieghe dappertutto, dei gonfiori... dopo la seconda gravidanza ho sofferto di mancanza di vitamine, e sai...
VALERIA: Pieghe, gonfiori... ma cosa credi che un corpo è fatto di marmo?
MAGDA: Lo sai che ore sono?
VALERIA: L'ora di tornare a casa a fare la chioccia, penso.
MAGDA: Lo sai che ore sono?
VALERIA: Avana, il colore della mediocrità premiata...



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