martedì 10 febbraio 2015

The Child in Time

Lennart Anderson, Still life. lennartanderson.com


























Ian  McEwan
BAMBINI NEL TEMPO (1987)

Traduzione di Susanna Basso
Einaudi - 1988
(Una parte del dipinto di L. Anderson è in copertina)


"Se un tempo aveva creduto, o almeno pensato di dover credere, che al di là delle ovvie differenze fisiche, uomini e donne fossero essenzialmente identici, adesso sospettava che una della tante caratteristiche che li distinguevano fosse appunto il rispettivo atteggiamento nei riguardi delle trasformazioni. Superata una certa età, gli uomini subivano un processo di congelamento, erano portati a credere che, anche nelle avversità, si sarebbero in qualche modo trovati a ricoprire il ruolo che il destino aveva loro assegnato. Perché loro erano quel che pensavano di essere. A dispetto di tutti i discorsi, gli uomini credevano in ciò che facevano e vi si aggrappavano. Il che era al tempo stesso una forza e una debolezza. Che si buttassero fuori da una trincea per farsi uccidere a migliaia, che a loro volta sparassero, o che si applicassero alle ultime rifiniture di un ciclo di sinfonie, accadeva molto raramente, o accadeva a rari rappresentanti della categoria, che ritenessero casuale la loro attività.
Per le donne invece questo era assiomatico. Fonte costante di tormento e conforto, indipendentemente dal livello di successo raggiunto agli occhi propri e a quelli degli altri. Anche questo costituiva al tempo stesso una forza e una debolezza. L'impegno della maternità impediva la piena realizzazione professionale. Tentare di intraprendere entrambe le strade significava rischiare l'annichilimento per eccesso di fatica. Non era così facile insistere quando non si poteva credere fino in fondo di essere ciò che si faceva, quando si pensava di potersi identificare, o almeno di poter identificare una parte di se stessi, nella realizzazione di un'altra impresa.
Ecco perché non si lasciavano sedurre altrettanto facilmente da lavoro e gerarchie, uniformi e medaglie. Alla fede che gli uomini rivelano nei riguardi di quelle istituzioni del resto fondate da loro soltanto, le donne opponevano un diverso principio di individualità in cui l'essere veniva prima dell'agire. Molto tempo fa gli uomini avevano interpretato tutto ciò come sovversivo. Le donne semplicemente racchiudevano quello spazio che l'uomo desiderava penetrare. Fu questo che suscitò l'ostilità maschile."






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