mercoledì 24 giugno 2015

Una donna stanca



LA PARRUCCHIERA
di Evelina Umek

Traduzione dallo sloveno
di Alessandra Foraus
Mladika - 2009


mladika.com

La parrucchiera è la grigia settimana di Romana, una donna stanca che prende forza e sicurezza dalle abitudini, una parrucchiera in pensione che continua ancora a servire qualche cliente a domicilio. Vedova di un affascinante alcolizzato, l'unico uomo della sua vita, vive da sola in una Trieste dei nostri giorni. Genitori e suoceri sono morti e Sabrina sua unica figlia vive in Germania sposata a uno sloveno. Romana si sente sola e percepisce che ogni legame familiare si è spezzato o non c'è mai stato; anche il legame con sua figlia si è deteriorato da anni e le conversazioni con i nipotini sono sempre più difficili poiché sua figlia per mancanza di tempo non sta insegnando loro l'italiano.
Durante la settimana arriva una lettera ufficiale dalla Slovenia, che Romana non capisce e che la spaventa, ma una sua vecchia conoscenza gliela traduce superficialmente e Romana scopre di aver ereditato una casa a Kobarid (che altro non è che Caporetto), da dove la famiglia materna proveniva.

E così riscopre una radice che era stata spezzata nella sua prima infanzia; ricorda la lingua della nonna raramente condivisa con pochi e sempre in segreto; trova (o meglio, si decide finalmente a guardare) vecchie fotografie con le quali ricostruisce alla meglio la geografia familiare da parte materna.
Un silenzio strano ne aveva oscurato l'esistenza.
Lei non aveva mai "visto" e non aveva mai capito.
E' una scoperta sconcertante e per certi versi rivoluzionaria, eppure Romana non ha voglia di cambiamenti, non ha voglia di andare a verificare di persona quanto gli appartiene, di intraprendere un viaggio all'estero per sbrigare pratiche in una lingua che non capisce.
Che se ne fa lei di una casa in un luogo estraneo?
Decide di affidare la lettera (e l'eredità stessa) a sua figlia, la quale tra l'altro non sente estranea la Slovenia, in parte perché ha sposato uno sloveno ma anche perché durante l'adolescenza aveva ricevuto e conservato parte del bagaglio linguistico e culturale della nonna (quasi a insaputa di Romana).
La settimana finisce e Romana ha recuperato una parte di sé stessa che ignorava, ma preferisce assecondare l'inerzia e la banalità di sempre, iniziando una nuova settimana come se non fosse accaduto niente.

Evelina Umek è tra le altre cose traduttrice in sloveno di autori quali Gianni Rodari, Italo Calvino e Dacia Maraini.

"E fu in quel preciso istante che comprese di non voler nessuna eredità, di non voler quella casa o qualsiasi altra casa che appartenesse ai parenti della nonna, percepì nettamente un senso di rifiuto verso tutto ciò, verso tutto quanto. Si sedette.
'Mia casa Sabrina...'
Come sarebbe semplice scrivere, ti voglio bene, sei mia figlia, succeda quel che succeda.
Semplice e difficile.
Le avrebbe mandato quella lettera della Slovenia in Germania, se voleva, poteva occuparsi lei di quest'eredità. Sarebbe stata sua. In fondo le apparteneva più che a lei.



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