lunedì 6 luglio 2015

Nel cassetto di Ravera

Camilla Ravera, anno ? 


UNA DONNA SOLA
(1936-37)
di Camilla Ravera (1889-1988)

Lucarini - 1988


Il romanzo ha come protagonista Santa, una giovane donna che sembra essere molto fortunata e amata, considerata tra le "belle" di un misero paesello meridionale, ma che a causa di un "buon" matrimonio impostole dai suoi fratelli si ritrova in un inferno interiore. Tutta la potenziale felicità di Santa e l'inutile benessere economico finiscono in un omicidio che non ha commesso, non ha ordinato, ma del quale si sente responsabile: l'omicidio di suo marito, un uomo grezzo, avido, prepotente. Il reato l'ha commesso il servo Nu, un uomo solo al mondo, considerato un po' ritardato mentalmente, umiliato dal suo padrone in ogni circostanza; ma Santa sa che Nu lo ha fatto anche per "liberare" lei (oltre che per vendicare la superflua uccisione del cane di casa, l'unico essere vivente che lo amasse). E per questo senso di responsabilità Santa eviterà di difendersi appropriatamente e verrà condannata a otto anni di carcere.

Tra il Fontamara di Ignazio Silone e il Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, suggerisce Franca Ruggieri nella nota introduttiva (la prefazione è di Gian Carlo Pajetta). Ma io ho trovato similitudini nella scrittura e nei paesaggi anche con la Ginzburg (che seguì il marito al confino tra il 1940 e il 1943, in Abruzzo) e con Grazia Deledda (che di villaggi isolati e poveri, e di donne e uomini dignitosamente soli, invischiati in forti passioni, se ne intende).
Il romanzo scritto a San Giorgio Lucano tra il 1936 e il 1937, dove Ravera era condannata al confino per motivi politici, verrà poi dattiloscritto nel 1978 e pubblicato dieci anni dopo.

Un breve passaggio:
Nello stesso luogo in cui l'aveva lasciata la madre, appoggiato il braccio ad un albero, e sul braccio il viso, Santa piangeva irrefrenabilmente. Ad un tratto le parve che qualcuno la chiamasse. Si volse: esterrefatto Nu la guardava.
"Nu!" disse lei asciugandosi confusa gli occhi e il viso.
"Tu piangi?" disse Nu, con un'espressione tanto intensa che a lei parve un altro, diverso, sconosciuto, Nu.
"Il padrone ti fa piangere. Il padrone è un peso che non si può portare, padrona Santa".
Gli occhi ancora umidi di Santa, fissi su Nu, non negarono.

Camilla  Ravera nel sito ponzaracconta.it , in prolocosangiorgiolucano.it e in Wikipedia.org


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