mercoledì 5 agosto 2015

Tre di tre


Da
GLI STRUMENTI UMANI
di Vittorio Sereni

Einaudi - 1965 e 1975

I versi

Se ne scrivono ancora.
Si pensa a essi mentendo
ai trepidi occhi che ti fanno gli auguri
l'ultima sera dell'anno.
Se ne scrivono solo in negativo
dentro un nero di anni
come pagando un fastidioso debito
che era vecchio di anni.
No, non è più felice l'esercizio.
Ridono alcuni: tu scrivevi per l'Arte.
Nemmeno io volevo questo che volevo ben altro.
Si fanno versi per scrollare un peso
e passare al seguente. Ma c'è sempre
qualche peso di troppo, non c'è mai
alcun verso che basti
se domani tu stesso te ne scordi.


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Da
LA MORTE SEGRETA 
di Dario Bellezza

Garzanti - 1976


Tutti i nostri intrighi
intrecci, labirinti
giovani animali
diventati vecchi

nessuno saprà mai
dove saranno andati
l'oblio li coglierà
appena pronunciati.

Allora io funesto
anche a me stesso
prego Dio di pietà:
qualcosa di me resti
per le future età.

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Da
NOSTALGIA DELL'ACQUA
di  Gabriella Leto

Einaudi - 1990


Questa che voglio raccontare
non saprei dire che cos'è
non è memoria e non è storia
non è vissuta non è sognata
non è inventata eppure c'è.
Che sia materia di corto fiato
priva di pubblico destinato
non serve dirlo va da sé.




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